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Himeji-jo: il castello bianco del Giappone feudale

Himeji-jo, il Castello di Himeji nella prefettura di Hyogo, è il castello medievale giapponese meglio conservato e più magnifico. Chiamato Shirasagijo, il castello dell'airone bianco, per il colore dell'intonaco di calce bianca che riveste le sue mura, Himeji è uno dei tre grandi castelli del Giappone medievale (insieme a Matsumoto e Kumamoto) e l'unico tra i grandi castelli originali a non aver subito danni sostanziali nelle guerre e nei bombardamenti del XIX e XX secolo. Fu iscritto nel patrimonio UNESCO nel 1993, tra i primi siti giapponesi.

Le origini: dal forte al castello

La storia di Himeji inizia nel 1333 quando Norimura Akamatsu costruì una piccola fortezza di legno sulla collina di Himeji per controllare la pianura di Harima. La posizione era strategica: la collina domina la via di collegamento tra Kyoto a est e Kyushu a ovest, ed è circondata da un sistema di corsi d'acqua che ne facilitava la difesa.

La struttura fu ampliata e trasformata in castello da Toyotomi Hideyoshi nel 1581, quando Hideyoshi governava la regione per conto di Oda Nobunaga durante la campagna di unificazione del Giappone. Hideyoshi aggiunse la prima torre principale (tenshu) e configurò la struttura come un castello da guerra in un periodo di conflitti intensi. Questa versione di Himeji aveva tuttavia vita breve: fu radicalmente ricostruita tra il 1601 e il 1609 da Ikeda Terumasa, genero di Tokugawa Ieyasu, che ricevette il feudo di Harima come ricompensa per la fedeltà alla vittoria di Sekigahara (1600).

La struttura del 1601-1609: architettura militare al suo apice

La ricostruzione di Ikeda Terumasa, quella che vediamo oggi, trasformò Himeji in un complesso difensivo di notevole complessità. La torre principale, l'Otenshu, è alta 46 metri sulla base della collina (31 metri la torre stessa) e ha sei piani interni distribuiti su cinque livelli esterni. Tre torri secondarie più piccole (Kotenshu) sono collegate alla torre principale da corridoi coperti sopraelevati (watariyagura) che formano un sistema difensivo chiuso nella parte sommitale del castello.

Le mura bianche del castello, rivestite di intonaco di calce bianca resistente al fuoco, erano la risposta alla tattica degli assedianti di bruciare i castelli di legno. L'intonaco di Himeji ha uno spessore di diversi centimetri applicato su una struttura di legno con rivestimento in bambù, e la sua funzione antincendio è documentata da vari episodi storici in cui il castello resistette a incendi nei villaggi circostanti.

Il labirinto difensivo

Il sistema difensivo di Himeji non si basa principalmente sulle mura ma sul labirinto. Il percorso di accesso dalla porta esterna alla torre principale è un dedalo di gate, corridoi, virate a 180 gradi e scale che obbligano chiunque tenti di raggiungere la torre a percorrere circa 1 chilometro di percorso tortuoso, esposto costantemente al tiro dalle mura e dalle torri intermedie. Chi conosceva il percorso poteva raggiungerla rapidamente; chi non lo conosceva si perdeva e diventava un bersaglio.

Le 83 aperture di tiro nelle mura di Himeji sono di tre tipi: rettangolari per fucili e archibugi, circolari per archibugi più piccoli, e triangolari per frecce. Le combinazioni di queste aperture nelle stesse pareti mostrano che Himeji fu progettato per una guarnigione equipaggiata con sia armi tradizionali sia armi da fuoco, che erano già entrate in uso in Giappone dall'arrivo dei Portoghesi nel 1543.

Il periodo Edo e la funzione simbolica

Dopo la battaglia di Osaka del 1615 e la fine delle guerre civili, Himeji non fu mai attaccato né assediato. Per i 250 anni del periodo Edo (1615-1868) rimase la residenza dei daimyo (signori feudali) che si succedettero nel governo della provincia di Harima. La sua funzione principale divenne quella di simbolo del potere e della stabilità del sistema Tokugawa, non di fortezza da guerra.

Questo paradosso, un castello da guerra che non ha mai combattuto una guerra, è in realtà tipico dei grandi castelli giapponesi del periodo: la loro esistenza come simboli di potere era la loro funzione principale, e combattere in essi sarebbe stato il segno del fallimento del sistema politico che li aveva costruiti.

Il restauro del XX e XXI secolo

Himeji ha subito due restauri maggiori nel XX-XXI secolo. Il restauro del 1956-1964, seguito alla Seconda guerra mondiale che aveva risparmiato fisicamente il castello ma lasciato danni strutturali da infiltrazioni e terremoti, consolidò le fondamenta e restaurò le superfici esterne. Il secondo restauro, del 2009-2015, si concentrò sul tetto di piombo e sul sistema di drenaggio dell'Otenshu, ripristinando il bianco originale che il tempo aveva ingiallito. Durante i cinque anni del secondo restauro il castello fu avvolto in un'impalcatura che divenne essa stessa una attrazione turistica, con un percorso di visita alle impalcature esterne aperto al pubblico.

Esplora sulla mappa

Himeji e gli altri castelli storici del Giappone sono visualizzabili su Apri la mappa. I castelli di Matsumoto, Nagoya, Osaka e le fortezze delle isole Ryukyu offrono confronti illuminanti con l'architettura di Himeji.