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Bailey, keep e cortina muraria: il vocabolario del castello medievale

Visitare un castello medievale senza conoscere il nome delle parti che lo compongono è come visitare una cattedrale senza sapere cos'è una navata. Il vocabolario architettonico del castello è piccolo, preciso e molto utile per capire la logica di ogni struttura. Questo articolo copre i termini fondamentali nell'ordine in cui si incontrano avvicinandosi a un castello tipico.

Il sito e la collocazione: motta e bailey

Il castello medievale più diffuso dal X al XII secolo in Europa occidentale era il castello a motta e bailey, motte-and-bailey in inglese. La motta è un rialzo di terra artificiale, di forma conica, costruito riportando materiale dal fossato circostante. Sul punto più alto della motta si costruiva la torre principale, il mastio o keep. Il bailey era l'area pianeggiante adiacente, circondata dal fossato e dalla palizzata, dove si trovavano le strutture di servizio: stalle, magazzini, cucine, alloggi per la guarnigione.

La distinzione tra motta e bailey codifica una gerarchia difensiva: se il bailey cadeva, la guarnigione si ritirava sulla motta e continuava a resistere. Se anche la motta cadeva, il castello era perduto. Molti castelli in muratura del XII-XIII secolo sostituirono la motta di terra e la palizzata di legno con strutture in pietra, ma conservarono la logica di separazione tra area principale e area di servizio.

Il mastio o keep: il nucleo difensivo

Il mastio, in inglese keep o donjon in francese, è la torre principale e struttura più difendibile del castello. I mastii normanni tipici sono torri quadrangolari a tre o quattro piani, con muri spessi 2-4 metri, finestre minuscole ai piani inferiori e ingresso al primo piano accessibile da una scala esterna rimovibile. Il piano terra era di solito un magazzino o prigione; il primo piano conteneva la sala principale e gli alloggi del signore; i piani superiori erano ulteriori camere private.

La torre di forma circolare o poligonale si diffuse dal XII secolo in poi, specialmente in area francese e britannica, perché offriva meno angoli morti rispetto alla torre quadrata e resisteva meglio alle mine: una galleria di mina sotto un angolo faceva crollare un'intera faccia della torre quadrata, mentre sotto una torre circolare il crollo era più limitato. Il mastio circolare di Pembroke Castle in Galles, il donjon di Coucy in Francia (distrutto nel 1917), e la Torre di Londra nella sua evoluzione mostrano entrambe le soluzioni.

La cortina muraria: il perimetro difensivo

La cortina muraria o cinta muraria è il muro perimetrale che circonda il bailey. Nelle versioni più semplici è un muro diritto con cammino di ronda sommitale e merlatura. Nelle versioni sviluppate ha torri a intervalli regolari che servono a eliminare i punti ciechi lungo le mura: ogni torre copre con le sue feritoie il tratto di muro adiacente, rendendo impossibile avvicinarsi alle mura senza essere sotto tiro.

Le torri della cortina erano inizialmente quadrate, poi divennero sempre più spesso semicircolari o a D, aprendo verso l'interno del castello, così che se catturate non potessero essere usate come postazione d'artiglieria contro il centro del castello. L'intervallo tra le torri era calcolato sulla gittata delle armi da difesa: tipicamente 30-50 metri, abbastanza da coprire tutto il tratto di muro con frecce o balestre.

La merlatura sommitale, composta da merloni e caditoie, serviva ai difensori che combattevano sul cammino di ronda. I merloni proteggevano il difensore mentre i caditoie permettevano il fuoco verso il basso. Le terminazioni dei merloni variarono nel tempo e per tradizione regionale: a coda di rondine ghibellina, a terminazione piatta guelfa, a punta, a gradino.

Il fossato: ostacolo e protezione

Il fossato circola intorno alla cinta muraria e rende molto più difficile l'avvicinamento alle mura e l'opera di mina. I fossati medievali erano asciutti o allagati a seconda della topografia e della disponibilità d'acqua. Il fossato asciutto, talvolta chiamato secco o braie, era in molti casi più efficace di quello pieno d'acqua perché impediva il tunneling sotto le fondamenta: uno strato d'acqua non blocca gli scavatori che lavorano a profondità sotto il livello dell'acqua, mentre il fossato asciutto scoperto elimina ogni possibilità di approccio clandestino.

Il fossato pieno d'acqua, il moat del vocabolario inglese, richiedeva un approvvigionamento idrico costante e una manutenzione continua. Il Castello di Bodiam in Inghilterra, il castello di Muiden nei Paesi Bassi e Schloss Mespelbrunn in Germania sono esempi noti di castelli con fossato pieno integro. Il fossato modifica anche la percezione visiva del castello, moltiplicandone il volume per riflessione.

Il barbacane e la gatehouse: l'ingresso difeso

Il barbacane è la struttura difensiva esterna che protegge l'ingresso principale. Può essere una torre avanzata oltre il fossato, un recinto esterno che obbliga l'entrante a girare prima di raggiungere il portone principale, o una combinazione di entrambi. L'obiettivo è impedire che un gruppo di assalitori riesca a raggiungere il portone con una forza sufficiente per sfondarlo.

La gatehouse è la struttura della porta stessa, spesso più complessa e difensiva del mastio in molti castelli del XIII-XIV secolo. Harlech Castle in Galles ha una gatehouse che è quasi un castello autonomo, con portineria, torre di guardia, camera per il castellano, sistema di saracinesca e caditoia multipla. Dover Castle ha un sistema di porte successive che obbligava ogni visitatore a passare per tre portoni indipendenti.

La saracinesca e il ponte levatoio

La saracinesca, in inglese portcullis, è la griglia di ferro o legno rinforzato che scende verticalmente a chiudere il passaggio della porta. A differenza del portone che apre a battente e può essere sfondato a spallate, la saracinesca scende dall'alto e può essere abbassata istantaneamente in caso di pericolo. Era manovrata da un meccanismo di contrappeso o argano nella camera sovrastante la porta.

Il ponte levatoio viene sollevato per isolare il castello quando si alza il ponte si taglia il collegamento fisico con il fossato. I ponti levatoi medievali non erano tutti del tipo che immaginiamo, con catene che tirano i lati. Molti erano semplici ponti girevoli su perno orizzontale o ponti a bilanciere. Il Castel Sant'Angelo a Roma conserva un buon esempio di meccanismo di sollevamento tardo medievale.

Esplora sulla mappa

Tutti i castelli citati in questo articolo sono visualizzabili su Apri la mappa. Confrontare più siti sulla mappa permette di capire come le stesse soluzioni architettoniche si ripetono con variazioni regionali attraverso l'intera Europa medievale.